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Diario
9 febbraio 2012
bordi.
sono entrato nel tuo bagno. la porta rossa, che non chiudevi mai lo specchio, che pulivi in continuazione, il dentifricio che non tappavi mai sembrava fossi seduto, come il tuo solito a leggere un libro come quando ti parlavo non distoglievi gli occhi. smettevi di leggere ma continuavi a fissare la pagina sapevo che mi stavi ascoltando, ma ti piaceva far finta di essere troppo preso dal tuo testo, o che le mie parole non fossero abbastanza interessanti. l'ho capito solo dopo. ti piaceva essere distratto e impegnato. adesso, cosa fai con i pantaloni abbassati e le braccia che penzolano sul bordo delle tasche fissi a fare la lavatrice spenta perchè non leggi il tuo libro e perchè adesso è per terra perchè non mi ascolti più perchè non ti distrai
hai scelto la via delle emozioni per sacrificare il male, hai scelto di vivere mille vite in un solo giorno , hai scelto di morire oggi per non contare fino a cento hai visto il sole con gli occhiali rotti e hai camminato sulla luna con le ciabatte. oggi finisce il male ti chiedo scusa, per quelli che verseranno lacrime di circostanza e per chi non ne verserà per paura di sprecarne oggi inizia l'infinito adesso, si dorme e domani sarò di nuovo giorno.
occhiali rotti
| inviato da percorsolaterale il 9/2/2012 alle 23:32 | |
8 febbraio 2012
allenamento del giorno.
domani voglio farmi licenziare. ho un talento sprecato, io che potrei fare il calciatore, il parrucchiere, lo stilista, il calzolaio, l'arrotino, l'ingegnere nucleare. domattina, si, voglio farmi licenziare. arriverò in ritardo, con la camicia macchiata, con le pieghe del cuscino sulla faccia, la bocca ancora impastata e chiederò di te, direttore. e tu, direttore, mi licenzierai in tronco, strizzandomi l'occhio e facendo finta di urlare. io, forse sbatterò anche i pugni sulla scrivania e farò cadere le penne sulla moquette rossa. saprò di avere esagerato ma a te, direttore, non importa. ti ricorderò che non finirà qui, che i sindacati mi sosterranno e che tu, direttore, la pagherài cara.
uscirò, mentre tratterrai a stento le risate e riderai ancora più forte quando scoprirai e capirai che tutto questo è il nostro gioco. il nostro allenamento alla vita, le nostre dita sporche di pennarello perchè non si riesce mai a centrare il tappo al primo colpo. tutto il resto è musica e canzoni.
direttore, questa è la pratica che deve firmare. direttore, questa è la pratica.
Arrivederci dottore.
dottore
| inviato da percorsolaterale il 8/2/2012 alle 14:22 | |
16 gennaio 2012
Questo è il messaggio zero.
Questo è il primo giorno di scuola: lacartella nuova, la mano sudata dentro quella di mio padre, la suabarba a cui vorrei attaccarmi e non staccarmi mai, il cuore che bussafino a dentro le orecchie e la voglia di scappare lungo il vialealberato. Ma poi si sa, a scuola bisogna andarcie finisce che ti piace anche. Sono diventato grande, o per lo menopiu grande, e questo è quello che ci dobbiamo. Io non ho più paura delle Maestre. E le macchie che ci sono sul miogrembiule non le nascondo più. Tu indossi una pelliccia e degliocchiali che forse fanno ridere. Io niente. Sono nudo, vestito di troppacarne. Questo è il messaggio zero. Questo è il primo giorno di scuola esi fanno promesse che non verranno mantenute (come piace a te).
zero
| inviato da percorsolaterale il 16/1/2012 alle 11:19 | |
17 novembre 2010
soffia forte.
quando ti chiedo se dormi e mi rispondi di si. quando piove e con la macchina passo sulle pozzanghere. quando non dici niente e corri ad infilarti tra le mie braccia. quando mi guardo allo specchio e mi sento bello. quando mi sveglio a primavera e mi ricordo che è primavera. quando bevo l'ultimo bicchiere, prima dell'ultimo.
| inviato da percorsolaterale il 17/11/2010 alle 8:41 | |
13 luglio 2010
il caimano, che non c'è.
non so quanto possa essere in grado di descrivere come mi sento.
certo io non sono nè un cantante, nè un musicista, nè tanto meno un
pittore.
non ho molti strumenti per comunicare i miei stati d'animo.
una volta avevo i pugni, adesso neanche più quelli. sono costretto, tutti i giorni, a resipare la mia solitudine.
le cause sono molteplici a volte banali, perchè scaturite dalla
quotidianeità più spontanea e meno raffinata.
non sono certo la persona alla quale i vicini appellerebbero l'aggettivo
"sola" ma ciò nonostante ho ragione di vedermi sentirmi e accettarmi
tale.
forse sarebbe il caso di entrare nel merito ma non sono così sicuro di
volerlo fare.
mi limito a trascrivere un messaggio che mia mamma ha scritto: adesso
capisci perchè non parlo con nessuno, porta pazienza.
e io porto pazienza.
ma non sono così sicuro di volerlo fare.
a volte sono felice e hai ragione tu, ricordandomi che maledirò quei
momenti con tutta la voce che mi rimane.
il rapporto più sincero che ho è quello con il mio terapeuta.
questo mi nobilita, mi avvilisce e mi fa sentire come il personaggio di
un film di nanni moretti.
e sentendomi sempre estasiato dalle conclusioni che traggo, ho ragione
di credere in me stesso.
allo stesso tempo, la mentalità del giovane imprenditore (che mi sta tra
le altre cose sul cazzo), mi fa pensare al perchè questo potenziale non
possa essere sfruttato.
poi, mi rispondo che tutto ha un prezzo che va pagato.
con o senza mastercard.
| inviato da percorsolaterale il 13/7/2010 alle 11:31 | |
1 luglio 2010
il gelo nella neve.
la mia maglietta rossa, non fa di me un innocente, tanto meno un rivoluzionario. la mia bicicletta nuova non va veloce, ma è, bellissima. i miei occhiali da sole mi proteggono, ma non mi fanno capire di che colore sia il cielo. così, quando sta per piovere, me ne accorgo sempre toppo tardi. troppo tardi, per sperare. troppo tardi, per cambiare. vivere, è un'impresa. non è che ti alzi al mattino e hai risolto il problema. puoi nasconderti tra le mie braccia, ma questo non basterà per matterti al riparo. perchè tu, vuoi i colori. e l'amore, no. non lo puoi confondere.
stai attenta, a te.
| inviato da percorsolaterale il 1/7/2010 alle 17:6 | |
31 maggio 2010
emozione da poco.
sono annegato nell'ideologia fino a ventitre anni, circa. poi mi sono disilluso. e ho scoperto che non ero poi così bravo a cambiare le persone. poi mi sono disilluso. perchè il mondo non va mai dove vuoi tu. il mondo va per cazzi suoi. hai lasciato questa stanza senza commentarla.
hai versato lacrime sulla mia spalla.
hai lasciato.
tracce profonde sui finestrini che riflettono la mia immagine.
continua a guardare il tuo desiderio. è meno noioso di quel che pensi. adesso siamo pronti al peggio. e il peggio deve ancora arrivare.
| inviato da percorsolaterale il 31/5/2010 alle 20:55 | |
5 aprile 2010
muovo le ali di nuovo.
supponi, che io sia diverso. lasci, il tavolo apparecchiato per il tuo prossimo ospite. mi guidi, nella notte con fragore. viviamo, nell'inganno di domani. brindiamo, a favole dai bordi consumati. ascoltiamo, musica che non fa ballare. balliamo, immagini sfocate. non fumiamo, neanche una sigaretta. eppure, ci atteggiamo come se lo facessimo. lasciamo, luci accese nella notte che non ha stelle.
scusa se metto la camicia, il mondo è un appuntamento troppo importante.
| inviato da percorsolaterale il 5/4/2010 alle 21:15 | |
18 gennaio 2010
le parole giuste.
mi manca aspettare che arrivi il momento di vederla. mi manca tornare a casa e guidare con lei a fianco che dorme. mi manca la sua carezza mentre guido pensado ad altro. mi manca la sorpresa del suo sorriso inaspettato. mi manca il buongiorno. detto da vicino. mi manca la buona notte, dopo aver fatto l'amore. mi manca il calore del suo viso appogiato sul mio petto. no, l'amore non mi manca. non sono più capace di lasciarmi amare. ecco cosa mi manca.
| inviato da percorsolaterale il 18/1/2010 alle 22:56 | |
4 gennaio 2010
fino a prova contraria.
perso, nei tuoi occhi, disegno con il respiro le tue forme. decido, di ascoltare il tuo tremore per poi perdermici senza via di fuga. attendo che la luce ti possa accarezzare, ma solo dopo che l'ho già fatto io. vorrei sussurrati cento parole, ma cento poi son poche. e tu non ci sei più. perchè fai l'errore, grosso, di ascoltare il tuo cuore. senza curarti dei tuoi piedi. in ginocchio, il mondo sembra più grande. tu no, rimani come me.
| inviato da percorsolaterale il 4/1/2010 alle 23:38 | |
30 novembre 2009
fragilissimi sospiri.
voglio, che i tuoi passi precedano i miei. fingo, di non avere ancora perso. allungo, le mie braccia verso il muro. giudico, chi è uguale a me. pretendo, i tuoi sorrisi, anche quando non li merito. amo, questa nevrosi. uccido, i miei eroi. trascino, il mio corpo il più lontano da te. avvolgo, estranei con il mio affetto. odio, il vostro giudizio. ma lo condivido. aspetto, che torni l'estate. affondo, in lacrime invisibili. infilo, le mani in tasca. indosso, parole rubate. annuso, l'aria che respiro. invoco, la mia rivoluzione. proteggo, il mio cuore, con involucri di carta stagnola. fumo, l'ultima sigaretta, ogni giorno. ricevo, falsa comprensione. rincorro, segmenti distratti. accuso, le lacrime che provoco. provoco, le lacrime di chi accuso. sento, svariati bisogni. finisco, perchè l'importante, è finire.
| inviato da percorsolaterale il 30/11/2009 alle 1:38 | |
29 giugno 2009
siamo orfani ormai..
potrei raccontarvi di una storia. di quando è iniziata questa storia. la nostra storia. era tempo in cui si perdeva tempo a scrivere porchemadonne sulle panchine firmandosi "così sia". era un tempo in cui ascoltare il reagge di bob marley era, per noi, la massima espressione della nostra rivoluzione. poi, simao cresciuti, o almeno ci abbiamo provato..tenendo botta fino alla caduta. ci siamo trovati ad un punto della strada, notoriamente in salita. un po' perchè non ci è mai stato chiaro cosa volesse dire innamorarsi o per lo meno non abbiamo mai avuto il coraggio di accettare i compromessi dell'amore, pretendendo di capirlo. abbiamo spesso giocato a fare i grandi, perchè forse, anche piccoli, grandi lo siamo sempre stati. qualcosa ci portava a bere, altro a fumare,altro ancora ad imparare canzoni a memoria per poi tirarle fuori come granchi da un cilindro bucato. c'è qualcosa, molto distante da entrambi che ci tiene stretti come fossimo abbracciati. qualcosa che somiglia al mare, ma non ha onde e non fa la schiuma:un cartello che dice "bovalino" alla stazione di bovalino. io so il nome della ragazza a lui più cara e lui sa il nome della mia, ma non credo sappia il mio perchè l'ha reinventato. lui mi chiama nutless, così come faccio io. siamo nutless&nutless. ma nessuno ci riconosce e nessuno ci confonde. noi ci chiediamo cosa faremo della nostra anima, lui mi fa delle domande e io gli do delle risposte. ciò che importa naturalmente, non sono le risposte, ma l'assenza di altre domande. conosco un tono di blu, che scioglie lacrime e pene. è quello di quel cartello che dice "bovalino" alla stazione di bovalino. non c'è nulla di inutile e nulla in più. grazie nut. ti amo.
| inviato da percorsolaterale il 29/6/2009 alle 19:42 | |
7 aprile 2009
spegni tutte le luci accese.
correre dietro ad un viaggio è anche fin troppo semplice. lasciarsi andare ad un viaggio no. tutt'altro. lasciare che il vino si impossessi delle mie parole è fin troppo semplice. guardarti fisso negli occhi no. tutt'altro. lasciare che tu svanisca dietro quell'angolo è doloroso quasi quanto il gusto che quel vino lascerà nel mio stomaco la mattina seguente. perchè io ci provo a prendere il volo..plano su una bicicletta ai bordi di una città che non è la mia..ma che potrebbe diventarlo. assecondo sorrisi beffardi in nome dello spirito di adattamento. ma io mi preservo, io lascio che voi mi crediate diverso, mi crediate cambiato e forse anche un po' cattivo. ma io non sono nulla di tutto questo. i sogni sono cattivi e reali, come te ..che non sei più una bambina. infatti è stupido pensare che tu possa credere ancora alle favole. le mie.
| inviato da percorsolaterale il 7/4/2009 alle 12:40 | |
23 marzo 2009
eri così carino..eri così carino..
cerco, fuori dalla finestra, un luogo dove le ombre non si spezzino. cerco all'interno di questa stanza, un angolo dove dar conforto al mio corpo. aiuto il cielo a trovare il punto più alto per iscriverci il tuo nome. gli sussurro che è già primavera. rimbalzo sui ritmi di musica incalzante e paranoica. ma è questo quello che sono. braccia aperte e collo teso, aspettando che il mondo mi si schianti addosso. se tu ti proponessi di recitare me... se tu ti proponessi. sorretti da fragili desideri..abbiamo bisogno di parole. perchè ascoltare e facile, ma rispondere no. e io..io perdo i confini della mia lucidità.. non perchè sei musa. perchè sei troia.
| inviato da percorsolaterale il 23/3/2009 alle 12:9 | |
14 marzo 2009
shabidubidu...
ho un amico, che mi ha aiutato a ritrovare l'ispirazione. mi ha ricordato cosa aiuta nella vita. un treno. un treno in ritardo. il caldo. la moretti. la moretti da 66. il freddo. la spiaggia di bovalino. bovalino. un amico lontano. la boxe. la botte tra amici. le botte prese. le botte date. un negroni. due negroni. tre negroni. le donne. i loro sorrisi inaspettati. i miei sorrisi inaspettati. imparare una canzone e cantarla suonando una chitarra. ubriacarsi con due amici. poi con tre. la palestra. il drum. le 4 e mezzo del mattino. le mie cuffie. la musica. tutta la musica. il dialetto. e tu, tu mi aiuti.
tutto questo aiuta, ne sono certo. ma arriva un giorno in cui sei costretto a scriverti quello che ti aiuta. e poi rileggerti tutto. almeno mille volte. per piangere, piangere tanto e come un bambino perso al supermercato. piangere sulle note di what a wonderfull world...e penso dentro di me...che bellezza che è.. ...si penso dentro di me...
| inviato da percorsolaterale il 14/3/2009 alle 23:14 | |
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